lunedì 27 luglio 2015

Recensione "La croce della vita" di Valentina Marcone





Trama 


La tradizionale famiglia felice con mamma, papà e due figli? Storia vecchia. Molti bambini crescono benissimo con due papà o una mamma single. Io ho avuto un'infanzia splendida e sono crescita con tre uomini, Michele, Gabriel e Raffaele, i Fratelli Sincore, che di angelico hanno solo i nomi. Non mi hanno scelta, né adottata, sono stati praticamente costretti a tenermi con loro e contro ogni aspettativa, invece che mangiarmi, mi hanno amata come una figlia. Esagero? No, sono tre vampiri. Certo, essere la profetica bambina che sigilla la pace tra due razze ha sicuramente aiutato, ma tenermi al sicuro non implicava loro di crescermi e amarmi come invece hanno fatto.


Ah dimenticavo, sono una Furia. - Deva 

Recensione
Vi ricordate il film "Tre scapoli e un bebè" ? In quella divertente commedia tre scapoli impenitenti si trovavano a crescere una neonata affidata loro dalla madre creando non pochi equivoci e situazioni esilaranti. 
L' incipit  de "La croce della vita" è lo stesso, anche se invece di tre umani troviamo dei vampiri. 
I fratelli Sincore sono Michele, Gabriel e Raffaele e con gli arcangeli hanno in comune solo il nome e la straordinaria avvenenza. Sono nati secoli fa, durante il Medioevo, e hanno perso l'innocenza da un pezzo, eppure la piccola Deva risveglia in ciascuno di essi sentimenti che credevano ormai scomparsi. 
Grazie alla bimba, che viene affidata loro nientedimeno che dalle Furie con il compito, anzi l'ordine di crescerla fino alla maturità, conosceranno la gioia della paternità. 

Il libro è diviso in due parti. La prima è narrata da Michele e ci fa conoscere l'infanzia di Deva.

La seconda da Deva stessa che, ormai adolescente, ci mostra i primi turbamenti del cuore.

Deva è una ragazza ragionevole. Accetta la segregazione a cui i vampiri la sottopongono per proteggerla senza lamentarsi ed è molto affezionata ai suoi "padri". 

Mi ha fatto sorridere l'immagine di una Furia che prepara il presepe... che impara a stirare o a fare gli struffoli... 
Ho apprezzato questa ragazza dal grande cuore che mi ha ispirato tenerezza, allegria e tanta simpatia. 

Gabriel invece non mi ha entusiasmato. Arrogante e strafottente fino a rasentare la crudeltà, freddo come il ghiaccio, non merita l'amore di Deva (è lui il consorte predestinato) anche se è comprensibile  la sua insofferenza verso un matrimonio combinato. 

L'azione nel romanzo è concentrata all'inizio e alla fine. Mi sarebbe piaciuto un po' più di movimento anche nella parte centrale, anche perché si parla sempre dei licantropi ma non si vedono mai.  Tutto sommato  però la storia scorre bene, in attesa che Deva cresca e si unisca al suo "consorte". Tuttavia prima che questo possa accadere avviene qualcosa che manda all'aria i piani architettati dagli adulti ed è una delle scene più belle del libro.


Questa storia mi è piaciuta molto . L'ho trovata romantica e originale, ben scritta. Lo stile è semplice e gradevole. 

I personaggi sono ben caratterizzati e perfettamente convincenti. 

L'unica cosa che non ho gradito è stato il finale aperto perché personalmente preferisco i libri autoconclusivi.  Così adesso non mi resta che sperare in un seguito... e meno male che uscirà presto: entro la fine dell'anno!


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1 commento:

Valentina Marcone ha detto...

Grazie mille per la bella recensione, sempre più contenta che la mia creatura vi sia piaciuta così tanto :)