sabato 4 luglio 2015

"Innocente condanna" presentazione e intervista all'autrice Giordana Ungaro


Titolo: Innocente condanna
Genere: Paranormal romance  storico
Autore: Giordana Ungaro
Editore: editrice GDS
Formato: Cartaceo 12,90
                e –book    2,49
Anno: 25 giugno 2015

“Innocente condanna” è il nuovo paranormal romance scritto da Giordana Ungaro, ambientato nella misteriosa e affascinante Venezia, a cavallo tra la nostra epoca e lo sfarzoso XVI secolo della Serenissima
Trama: Giulia è una donna fragile, dal passato tormentoso.
Cresciuta tra abusi e violenza in una famiglia arida, è ora succube di un marito autoritario e adultero. L’improvvisa morte della madre la costringerà a tornare nella città natia e affrontare i fantasmi di un’adolescenza che aveva cercato di dimenticare. Lì incontrerà Angelo, un misterioso ragazzo che la trascinerà in una surreale avventura, portando alla luce un legame nato cinquecento anni prima nella Venezia del XVI secolo e una maledizione che solo lei potrà spezzare.
Biografia: Giordana Ungaro è nata a Venezia il 30 luglio 1979. Diplomatasi a una scuola artistica con ottimi voti, lavora per sette anni in un laboratorio di decorazione pittorica. Oltre a scrivere e dipingere ama la natura e gli animali e cresce frequentando la scuola di equitazione, ottenendo un discreto successo agonistico nel salto ostacoli a livello regionale; affascinata da mitologia, religione e spiritualità diviene una studiosa di esoterismo e alchimia, avvicinandosi e abbracciando dapprima la filosofia buddhista e in seguito quella gnostica. Ora lavora in un negozio del centro storico della sua città coltivando il sogno di divenire un'affermata scrittrice.

Bibliografia: Ha esordito con il romanzo "La luna d'argento" nel maggio 2013, seguito da “Angeli neri” nel febbraio 2014, “Il mercante di anime” nel novembre 2014, “Innocente condanna” nel giugno 2015, tutti pubblicati con la casa editrice GDS “Spectrum” nell’aprile 2015 con Ophiere edizioni.


L'autrice ha gentilmente risposto alle mie domande

Quant'è importante la scrittura nella tua vita?
Fondamentale. Al di là del ritorno economico scrivo per pura passione, talvolta il desiderio di mettere nero su bianco emozioni, pensieri, storie è talmente impellente da farmi persino accantonare qualsiasi cosa io stia facendo in quel momento.

Quando hai cominciato a scrivere?
Fin da piccola, limitandomi però  a stralci di emozioni, di luoghi, di immagini o di sogni senza né capo né coda. Il primo romanzo completo che ho sentito premere in me è stato proprio Innocente condanna, avevo poco più di vent’anni, e da allora non ho più smesso.

Com'è nata l'idea di Innocente Condanna?
Ritornando per qualche mese nella casa dove sono cresciuta, in un periodo difficile, nel quale avevo preso con coraggio la decisione di cambiare radicalmente una vita e una situazione sentimentale alle quali mi ostinavo a sottostare, ma che non facevano più per me. Proprio come Giulia, la protagonista nel romanzo, avevo deciso di ritrovare me stessa

Come ti organizzi quando scrivi?
In nessun modo, semplicemente mi siedo, mi estraneo dalla realtà quotidiana e lascio fluire la creatività.

Segui una scaletta o scrivi di getto?
Assolutamente di getto, tutto avviene con naturalezza. Rimango spesso io stessa basita di come i personaggi che nascono dalla mia fantasia si concatenino poi nella trama, e di come essa sembri già intessuta interamente nel mio essere, riemergendo pian piano, pagina dopo pagina.

Cosa provi quando finisci una storia? Se ti va, parlaci un po' di te.
Sempre una grande soddisfazione. Come un artista che contempla la sua opera, la osservo finalmente nella sua totalità, pensando a quanto fosse stata oscura persino nella mia mente all’inizio, e a quanto chiara e limpida sia diventata.

Di me parlano i racconti, nei quali si rispecchia sempre una piccola parte di vissuto personale, come accade per ogni autore che scrive col cuore e non con la logica, o il senno di poi.

E dopo quest'interessante intervista, mi auguro che inseriate "Innocente condanna" fra le prossime letture estive. Io lo farò di certo! 

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