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lunedì 12 giugno 2017

Segnalazione "La guerra dei lupi" di Alessio Del Debbio e intervista all'autore



Ecco la suggestiva cover de "La guerra dei lupi" un romanzo Urban Fantasy scritto da Alessio Del Debbio, disponibile in libreria da qualche giorno.


Titolo libro: LA GUERRA DEI LUPI
Saga: ULFHEDNAR WAR
Autore: Alessio Del Debbio
Editore: Edizioni Il Ciliegio
Genere: fantasy contemporaneo
Formato: cartaceo
Pagine: 412
Prezzo: 19,50 euro
Data di uscita: 8 giugno 2017
 
Trama:
Amici da anni, Ascanio, Daniel, Marina e la loro compagnia di Viareggio non desiderano altro che trascorrere una tranquilla vacanza insieme, ma il destino ha altro in serbo per tutti loro. Gli ulfhednar di Odino sono tornati e la Garfagnana non è più un posto sicuro da quando Raul ha preso il comando del branco del Vello d’Argento. Spetta ad Ascanio, ultimo discendente di una stirpe di officianti della Madre Terra, contrastare i suoi progetti di dominio, aiutato dal suo compagno Daniel, un ulfhedinn fuggiasco che ha imparato ad apprezzare la vita tra gli uomini. Ma dietro le mire espansionistiche del violento e indegno Alfa si nasconde un’ombra antica, disposta a tutto pur di aggrapparsi alla vita.
«Per questo continuiamo a provare. Per rendere onore a chi è caduto, per vincere le nostre paure e promettere a noi stessi di non fallire più.»
Ambientato in Toscana, tra Viareggio e le montagne della Garfagnana, il libro mescola mitologia nordica e celtica a storia e leggende toscane, alternando, con ritmo incalzante e colpi di scena, capitoli nel presente e altri nel passato.
 
 
Estratto:
«A nessun uomo dovrebbe essere concesso di vivere così a lungo, di non provare la malattia né la vecchiaia, di pretendere di essere un Dio. È la brevità, assieme all’impossibilità di averne una seconda, ciò che rende la vita un bene prezioso, degna di essere vissuta in ogni attimo. Se invece la morte diventa uno spauracchio per bambini e l’esistenza infinita, allora non è più vita. È banalità. È immeritata sopravvivenza. È trascinarsi di giorno in giorno senza sapere perché». (Johanna)

Link acquisto:
 
Biografia autore:
Alessio Del Debbio, scrittore viareggino, appassionato di tutto ciò che è fantastico e oltre la realtà. Numerosi suoi racconti sono usciti in riviste (come Con.tempo e StreetBook Magazine) e in antologie, cartacee e digitali (come I mondi del fantasy, di Limana Umanìta Edizioni, Racconti Toscani, di Historica Edizioni, Sognando, di Panesi Edizioni). I suoi ultimi libri sono Favola di una falena (Panesi Edizioni, 2016), Ulfhednar War – La guerra dei lupi (Edizioni Il Ciliegio, 2017).
Cura il blog “I mondi fantastici” che promuove scrittori di fantasy italiano. Scrive articoli per il portale di letteratura fantastica “Le lande incantate”. È presidente dell’associazione culturale “Nati per scrivere” che d’estate organizza la rassegna “Un libro al tramonto” – Aperitivi letterari a Viareggio, per far conoscere autori toscani.
 
Contatti autore:
Pagina Facebook “I mondi fantastici – Alessio Del Debbio”: https://www.facebook.com/alessio.deldebbio/
Blog “i mondi fantastici”: www.imondifantastici.blogspot.it


Intervista all'autore:


Ciao Alessio e benvenuto sul blog. Vuoi parlarci un po' di te e della tua passione per la scrittura?
Ciao a tutti, sono Alessio e scrivo da Viareggio. Ho sempre creato mondi fin da bambino, mi divertivo molto a inventare storie o giochi con cui intrattenere gli amici e familiari, anche se non avevo mai pensato di diventare uno scrittore. Poi, col tempo, tutti quegli appunti, frasi, scarabocchi confusi, sono diventate idee più ampie e le prime storie hanno cominciato a delinearsi. Negli ultimi anni, poi, mi dedico alla scrittura a tempo pieno, è diventata più importante dell'aria. :)
Com'è nata l'idea de La guerra dei lupi?
"La guerra dei lupi" è un romanzo nato e scritto nel 2014. Avevo voglia di scrivere una storia con i lupi. Nell'eterna disputa tra vampiri e licantropi, mi sono sempre schierato con i secondi, i vampiri non mi hanno mai entusiasmato, forse perché, essendo morti, mi ricordano un po' gli zombie. I lupi, invece, sono delle creature affascinanti e la loro affinità con l'uomo li rende ancora più interessanti da studiare. Così ho mescolato due passioni, quella per la mitologia nordica e quella per il folklore locale, ed è venuto fuori "La guerra dei lupi", un romanzo urban fantasy contemporaneo, ambientato in Toscana (in particolare nella zona della Garfagnana e Alpi Apuane, dove il branco del Vello d'Argento si è insediato).

Chi è (se c'è) il personaggio del libro con cui ti identifichi di più?
Eh, bella domanda. Credo che tutti i personaggi di "La guerra dei lupi", ma anche di altri miei racconti o romanzi, abbiano qualcosa di me. Forse Ascanio, il protagonista, ha un modo di pensare che mi è più familiare, è molto introverso, preferisce fare da solo, sobbarcandosi il peso del mondo, anziché condividerlo con gli amici e i propri cari, per non farli preoccupare. E poi è uno studioso, un indagatore dell'occulto, del mistero, della Storia!

Si tratta di una saga, sai già di quanti episodi sarà composta?
"Ulfhednar War" sarà una trilogia. Nel caso di "La guerra dei lupi", però, non ho voluto esasperare questo concetto, e infatti le due trame principali, legate ai due antagonisti del romanzo, si chiudono alla fine del volume, proprio per evitare che la trama rimanga in sospeso. Poi nell'Epilogo succede un evento che dà il via al libro successivo, però intanto la prima avventura si è conclusa.

Come mai non c'è l'edizione Ebook? Te lo chiedo perché ormai leggo quasi esclusivamente in digitale e la tua storia mi ha intrigato...
Presumo che verrà realizzato in un secondo momento dalla casa editrice.

Cosa stai scrivendo attualmente?
Attualmente sono dietro all'editing del nuovo libro in uscita a fine anno, un altro urban fantasy, ma stavolta non ambientato in Italia. E intanto sto scrivendo l'ultimo capitolo di "Ulfhednar War", il secondo lo ha già l'editore.

Eventuali progetti futuri.
Tantissimi! Ma non credo basti una pagina del blog! ^_^ Riassumendo: concludere la saga "Ulfhednar War", poi sto scrivendo dei racconti dark fantasy legati a un progetto sul folklore germanico, infine sto lavorando a una nuova edizione dei miei racconti sul folklore e le leggende lucchesi. E poi tante bozze nel mio computer che spero di trasformare presto in nuove storie!
Grazie per l'ospitalità! :)

Grazie a te e buon lavoro!

sabato 13 agosto 2016

Intervista all'autrice Aurora Stella

Aurora Stella è una scrittrice prolifica quanto eclettica. Fra i suoi romanzi ricordiamo "Furens lupus sum, Tiger indomabilis, Tra le mie ali, Due cuori a zonzo (per tacer dei gatti) ecc:
Le sue opere spaziano dall'horror al fantasy e ultimamente è approdata al genere umoristico.
Questa breve intervista servirà a conoscerla meglio.


Ciao Aurora, e grazie per aver accettato di rispondere a qualche domanda. Quant'è importante la scrittura nella tua vita?


Ciao Liliana, grazie a te per avermi ospitato sul tuo blog. Scrivo fin da bambina perché sin dalla più tenera età sono sempre stata un'appassionata lettrice. Amo sognare a occhi aperti, creare e distruggere mondi interi. Questa capacità di “fantasticare” l'ho ereditata da mio padre, che mi ha insegnato il valore della lettura. Iniziata come conseguenza del leggere, la scrittura , nel corso degli anni, ha preso sempre più posto nel mio cuore. Oggi non posso più vivere senza scrivere. Fosse pure un biglietto di auguri.


Quando hai cominciato a scrivere?
Come ho già spiegato ho iniziato alle elementari a scrivere cominciando con i classici pensierini per poi cimentarmi nei temi. Ricordo che la maestra prima e i professori poi, leggevano sempre i miei temi in classe. Soprattutto quelli ironici. Amo la fantascienza, ma non disdegno la satira.


Com'è nata l'idea di Tra le mie ali?
Ho sempre avuto una passione per gli studi biblici e la filosofia e questo libro è nato come risposta a una scommessa. Ho iniziato la mia avventura di scrittrice con racconti “horror” (In realtà molto più vicini allo stile “ ai confini della realtà”) e molti amici mi hanno rimproverato per questa mia scelta. E così ho accettato la sfida di scrivere un racconto più “normale” che avesse un lieto fine. Ho scelto il tema degli angeli custodi perchè su di loro ho sempre nutrito molte perplessità. Mi sono sempre posta domande tipo: un angelo custode ti osserva anche mentre sei al bagno?


Come ti organizzi quando scrivi? Segui una scaletta o scrivi di getto?
Normalmente scrivo di getto. E spesso e volentieri non parto mai dall'inizio. Mi spiego meglio: scrivo quello che mi piace.Per la mia duologia (Furens lupus sum e Tiger Indomabilis) l'idea centrale era Roma. Volevo che il lettore si immergesse in una Roma dell'anno 2014 ( 2767 b urbe condita) . La storia è nata dopo. In realtà, una delle prime cose che ho scritto è stata la violenza che la protagonista subisce. Volevo che la storia d'amore fosse diversa dal solito. Volevo che fosse travagliata e tragica... e ogni volta che mi veniva un'idea scrivevo un capitolo. Ho fatto un puzzle costruendo un po' qua un po' la e poi attaccando tutto insieme.


Cosa provi quando finisci una storia?
Da un lato un senso di liberazione. Dall'altro tristezza perché mentre scrivo mi affeziono ai protagonisti, ai luoghi e alle situazioni. Questo per quel che riguarda il lato “ bello “ della scrittura. Il rovescio della medaglia consiste nel farmi prendere un mal di pancia quando devo iniziare la fase di revisione..


Parlaci dei tuoi progetti
Ho pubblicato un racconto “comico” che si intitola “Due cuori a zonzo per non parlar dei gatti”, parafrasando il titoli dei celebri capolavori di Jerome K Jerome Mi piace passare di palo in frasca, da un genere ad un altro. Poi tornerò ai mie vecchi amori con un fantasy -horror-fantascientifico del quale ho scritto oltre metà libro ma di cui ignoro ancora il titolo.
Un caro saluto a tutti e un grazie a te cara Liliana


Ed ecco un estratto dal romanzo "Tra le mie ali"

<<Tesorino, ti sarai resa conto anche tu che hai bisogno di modificare il tuo look da donna delle caverne, vero?>> disse Eugenio con tono benevolo rivolto a Speranza, un giorno che riuscì a parlarle senza che ci fosse Liam.
<<Che cos’ha il mio look che non va?>> rispose con tono ilare la ragazza
<<Mio Dio, non vorrai certo girare in mutande come fai con noi con quel pezzo di Marcantonio che sta in casa!>> esplose scandalizzato il ragazzo.
Speranza lo guardò con tenerezza e non poté nascondere un sorriso <<Ti sembro il tipo che gira in mutande davanti ad uno che conosce da pochi giorni?>>
<<Lo so cara! Con la tua educazione da suora non lo faresti mai, anche se con noi lo fai tranquillamente. Quello che mi preoccupa, vedi…>> disse fissandola dritto negli occhi
“Ahia, adesso attacca” pensò la ragazza
<<…Quello che mi preoccupa non è il fatto che tu vada comoda in giro per casa, ma il tipo di orrida lingerie che indossi!>>
Walter scoppiò a ridere mentre Speranza lo fulminò con lo sguardo.
<<Come pensi di conquistare un uomo se ti ostini ad indossare mutande girocollo con la canottiera della salute e soprattutto depilandoti solo d’estate? Ma ti rendi conto dello spettacolo obbrobrioso che offri di te stessa?>>
Imbarazzata la ragazza rispose <<Ma io non voglio conquistare nessuno! Lo sapete, con voi mi trovo a mio agio perché non mi giudicate e non vi importa un accidente se mi capita di girare in deshabillé per casa, ma non ho nessuna intenzione di girare in mutande adesso davanti a un uomo che a malapena conosco>>
<<Sapevo che lo avresti detto e già immagino quale sarà la prossima mossa per assicurati che anche lui possa prendere il largo lontano dalla tua vita>> e per dare efficacia al suo discorso tirò fuori dalla sporta un minuscolo pacchettino <<Così mi sono permesso di darti un suggerimento... e anche una cosa pratica!>> continuò mentre passava il pacchetto alla ragazza. Dalla sporta della spesa sfilò anche una confezione regalo di un rasoio da uomo.
<<Mi devo fare la barba?>> disse in tono canzonatorio Speranza mentre Walter si ostinava a rimanere zitto malcelando un sorriso tra il divertito e l’imbarazzato <<Walter, comunque tu dovresti aiutarmi! Se continui a ridere otterrai l’effetto contrario. Lo sai che lei è fatta a rovescio, no?>> aggiunse incenerendo il suo compagno <<Ti conosco meglio di te!>> proseguì rivolto alla ragazza <<Di far la ceretta non se ne parla, neanche se a pagarla fossi io dal migliore estetista dell’universo!>>
<<Certo fa un male boia. Non voglio soffrire per quattro peli...>> disse lei, ma Eugenio la interruppe, rimproverandola con sarcasmo <<Che sono poi una jungla equatoriale e temo di dover avvisare la forestale per avere l’autorizzazione al diboscamento. Comunque sei intollerante anche alle creme depilatorie>>
<<Puzzano e poi dovrei girare in mutande, le mie orribili mutande ascellari, per almeno mezz’ora>> annuì lei
<<Sì, appunto uno spettacolo pietoso, quindi ho optato per questo mezzo da cavernicoli. Mi sono premurato anche di fornirti i ricambi per le lamette…>>
<<La schiuma da barba me l’hai comperata?>> rise divertita.
<<Insomma ti decidi ad aprire ‘sto pacchetto?>> strillacchiò indispettito
<<Va bene, va bene!>> aggiunse Speranza mentre si affrettava a scartare il regalo, solo per mostrare una faccia sconvolta non appena si ritrovò tra le mani il piccolo oggetto.
<<Ma è un perizoma! Sembra un filo interdentale, è terribile!>>
A quel punto, mentre Walter si sganasciava dalle risate, Eugenio divenne viola <<Terribile o no, adesso tu te ne vai in bagno, ti fai una doccia, ti deforesti e indossi quel perizoma e torni qui, anzi nella sala da pranzo e ci fai vedere come ti sta. Ho sudato sette camicie per trovare qualcosa che valorizzasse il tuo fisico da nuotatrice, sai? E sopra cerca di indossare un reggiseno dello stesso colore se ti riesce>>
<<Ma sei impazzito? Secondo te mi metto a fare una sfilata in perizoma? Ma che ti dice il cervello? E poi se sbuca fuori Liam all’improvviso?>>
Eugenio incrociò le braccia e iniziò a battere il piede a terra, segno inequivocabile che stava perdendo la pazienza
<<Primo, lui non c’è! Ha detto che aveva da fare con l’università e che sarebbe tornato fra un paio d’ore. Secondo, non è la prima volta che ti vediamo sfilare in capi d’abbigliamento molto più penosi o in costume da bagno. Che differenza passa tra un paio di mutande…>>
<<Perizoma>> sottolineò Speranza
<<Va bene perizoma e un costume? Vai, aria, sparisci e torna quando sarai pronta o ti giuro entro io in bagno e ti faccio una ceretta al volo…>>
<<Ok! Ok!>> si rassegnò la ragazza.
Non poteva vincere contro Eugenio, lo sapeva. Perciò si arrese e si ritirò a fare la doccia.
<<Ci sei cascata dentro?>> strillò dopo un’ora dalla sala da pranzo Walter <<Vorremmo che la cosa finisse entro l’anno!>>
<<Arrivo! Arrivo! Pensate sia facile indossare questo attrezzo infernale? Mi sta affettando!>>
<<Cara! La parte davanti è quella con il triangolo più grande!>> gridò Eugenio.
<<Siete pronti?>> urlò da dietro la porta della sala <<E adesso sfilerà, solo per voi, Speranza che indossa “scavalco”>> ed entrò nella stanza coperta dall’accappatoio che lasciò cadere per terra davanti alle loro facce sbigottite
<<La linea intima calda, affascinante e sensuale creata apposta, come suggerisce il nome, per scavalcare cancelli, rubare galline ecc in tutta comodità!>> e per dar enfasi al suo discorso, afferrò le mutande di cotone che indossava e fece sentire il rumore dell’elastico sul suo corpo
<<Su gamba perfettamente depilata>> e, per mostrare l’avvenuta depilazione, sollevò con grazia la gamba e la posò con delicatezza sullo schienale della sedia accarezzando la pelle liscia con la mano sinistra, mentre con la destra faceva roteare il perizoma
<<Avrei potuto stupirvi con effetti speciali indossando la linea “interdentale” ma per oggi niente da fare. Bisogna accontentarsi di “scavalco” e degli splendidi micetti stampati sulle mie mutande in puro cotone>> e gettò il perizoma alle sue spalle. Guardò poi con aria di sfida i suoi due amici aspettandosi un assalto frontale che, stranamente, tardava a venire. Eugenio si era addirittura portato le mani davanti alla bocca e aveva sgranato gli occhi, “mamma mia sono così orribile?” pensò Speranza.
<<I gattini sul davanti hanno pose diverse da quelli sul di dietro?>> esclamò Liam alle sue spalle.
Con un balzo rapido come un felino, mentre ogni parte del suo corpo arrossiva per l’imbarazzo, scattò sulla sedia rannicchiandosi dietro al sedile tentando di rimanere nascosta.
Il ragazzo entrò tranquillamente nella stanza sotto lo sguardo tra l’interdetto e l’ilare degli altri due
<<Si può vedere anche la sfilata “interdentale”?>> proseguì con calma, mentre poggiava sul tavolo davanti a Speranza il perizoma che la ragazza aveva lanciato poco prima e si andò ad accomodare sul divano ponendo la caviglia destra, sul ginocchio sinistro, allargando le braccia sullo schienale del divano, in attesa. Tiberio, si accostò pigramente al ragazzo mentre Tiberina rimase prudentemente a terra. A quel punto la risata di Walter fu irrefrenabile seguita dagli strilletti isterici di Eugenio che non sapeva se piangere o ridere. La risata di Walter fece salire il sangue alla testa di Speranza che, incurante di essere ancora in mutande e canottiera, uscì dal suo rifugio improvvisato. Una parte di lei sussurrava “tanto peggio di così…” l’altra reclamava vendetta
<<Così era fuori all’università eh? Cos’è vi siete accordati tutti per sfottermi meglio? Faccio tanto ridere?>> il suo viso era viola mentre si dirigeva verso la coppia, minacciandoli con il pugno.
<<Loro sono innocenti>> interruppe Liam <<Non si sono nemmeno accorti che fossi rientrato. Erano talmente presi in una loro discussione che non li ho interrotti e sono andato diretto nella mia stanza. Ho pensato di affacciarmi non appena ho sentito la tua voce, volevo venire a salutarvi tutti insieme e così mi sono imbattuto nel tuo défilé. Ripeto, modello interessante, sicuramente pratico ma non credo che ti renda giustizia. Sicuramente la collezione “interdentale” ti valorizzerebbe di più>> e si mosse per uscire dalla stanza <<E comunque non stavamo ridendo di te, stavamo ridendo CON te!>> disse avvicinando il viso alla ragazza che avvampò all’istante <<Io non riderei mai di te!>> e uscì lasciandoli come tre statue di cera.

Se questo libro vi interessa potete trovarlo cliccando  su Amazon


Altre opere dell'autrice: 
Onirica 
E vissero? Fiabe horror e dintorni
Furens Lupus Sum, Tiger indomabilis.

martedì 4 agosto 2015

Solstice - L'incantesimo d'inverno Recensione e intervista all'autrice




Sarà merito di quest'estate torrida ma L'incantesimo d'inverno su di me ha funzionato benissimo, ve l'assicuro, infatti sono rimasta catturata dalle sue pagine al punto da non riuscire più a staccarmene fino alla fine... 



Innanzi tutto ringrazio l'autrice per avermi fatto conoscere la sua opera e per la pazienza dimostrata nell'attendere la mia recensione. 

Tengo a sottolineare che leggendo Solstice ci si dimentica che si tratta di un romanzo di esordio perché è scritto benissimo, lo stile è incisivo,  la storia nonostante la mole  risulta sempre fluida, scorrevole, priva di punti morti.  In effetti, l'autrice dimostra una grande maestria nel tenere sempre viva l'attenzione del lettore, dall'inizio alla fine. 
Il romanzo è narrato secondo due punti di vista. Uno è quello di Emma, l'altro  di Alec. 

Tutto comincia quando la piccola Emma Hataway, a sette anni, decide di diventare amica di Sam e Alec, due bambini che sono in classe con lei e suoi vicini di casa.
Grazie alla capacità di scoprire i segreti delle persone, Emma riuscirà a interrompere la persecuzione di cui sono oggetto i due a scuola da parte di un bulletto odioso. 
Un altro episodio avvenuto in quel periodo mette in luce un legame particolare fra Emma e Alec.
La bambina infatti è "speciale" proviene da una famiglia di streghe in cui convivono diversi poteri che devono per forza di cose essere tenuti nascosti. 
Ferita profondamente dall'abbandono del padre, Emma è maturata in fretta e si è rifugiata nell'amore della madre e delle sorelle. In casa c'è anche la simpatica "nonna" Miranda a fare da matriarca e ad aiutare questa bella famiglia tutta al femminile.   

Passano gli  anni,   i tre bambini crescono e sono sempre amici per la pelle. Emma è inquieta, Alec bello e tenebroso, Sam col suo carattere solare infonde calma e serenità al gruppetto. 
Per le sorelle  Hataway cominciano le prime uscite con i ragazzi, i balli della scuola. Tutto procede bene finché Sam non si allontana per un viaggio in Europa lasciando soli Emma e Alec. Sarà allora che il misterioso legame  fra i due comincerà a farsi sempre più evidente. E' solo un amore fra adolescenti o c'è qualcosa di più?
Perché i due ragazzi non possono neanche sfiorarsi senza provare una scossa fisica?
Perché il padre di Emma ha abbandonato la famiglia, che pure amava, e la moglie incinta?
Non voglio raccontare troppo per non rovinare la sorpresa ai lettori, perché il libro merita di essere letto. 
Man mano che si procede nella lettura, infatti, tutti gli interrogativi trovano risposta e si viene edotti in un mondo magico che vive ai margini di quello "reale" risultando, nonostante tutto, credibile.

I personaggi sono tratteggiati molto bene e fra tutti ho apprezzato particolarmente Charlie Thompson,  nemico-amico di Alec ed Emma. 
Ben riuscita l'ambientazione scolastica nel liceo di un'anonima cittadina di provincia. Anche le dinamiche familiari sono perfette. 
Oltre a una travagliata storia d'amore, non mancano svariati colpi di scena e un pizzico di suspense perché c'è un pericolo che minaccia Emma fin dall'inizio e questo è un altro mistero che verrà svelato solo nel finale. 
In conclusione,  "Solstice - L'incantesimo d'inverno" è una lettura piacevolissima che consiglio caldamente agli appassionati di Urban fantasy . 


Ed ecco l'intervista concessa al blog dall'autrice: 


Perché hai scelto di chiamarti C.E.A Bennet?
 Mi divertiva l'idea di pubblicare con uno pseudonimo e alla fine ho scelto una via di mezzo, se così la si può definire. C.E.A sono semplicemente le iniziali dei miei nomi di battesimo, mentre Bennet ... Be' è un omaggio a Jane Austen, come il nome della protagonista di Solstice - Emma - nella speranza che mi portino fortuna e perchè un po' di Jane non guasta mai!

Quant'è importante la scrittura nella tua vita?
 La scrittura per me rappresenta moltissime cose: una valvola di sfogo, un modo per riordinare i pensieri, un obiettivo. Insomma è importante, ma al tempo stesso, cerco di non prendermi troppo sul serio. Prima di tutto perché le storie che racconto servono per evadere dalla realtà e non per salvare il mondo, e poi in generale lo consiglio a tutti. A prendersi in giro si campa meglio e si ride di più:-)

Quando hai cominciato a scrivere?
Tengo la penna in mano da quando mi hanno insegnato a farlo, ma le storie sono arrivate più tardi. Purtroppo ne ho abbandonate parecchie lungo la strada, Solstice è il primo che ha visto la fine e la luce!

Com'è nata l'idea di Solstice? Stai scrivendo il seguito?
Non credo esista un momento preciso in cui è nata l'idea, ma sicuramente una parte delle mie letture ha influenzato alcuni meccanismi e aspetti narrativi. C'erano questi tre bambini che mi ronzavano per la testa e da lì sono partita, poi la storia ha preso una strada tutta sua e non ho potuto fare a meno di seguirla! Il seguito - Equinozio di primavera - è in fase di revisione e la sua uscita è prevista per il prossimo autunno/inverno. Il terzo, invece, è in cantiere ... 

Come ti organizzi quando scrivi?
Principalmente seguo la storia e cerco di stare al passo, anche se spesso rallento perché tendo a ritornare sui capitoli più volte. L'importante è non perdere di vista il filo rosso che attraversa la saga e tessere i collegamenti tra un volume e l'altro. Poi può capitare che si apra qualche strada nel bel mezzo del racconto, alla quale non avevo pensato inizialmente. Perché non seguirla? Sono quasi sempre quelle giuste:-)

Segui una scaletta o scrivi di getto?
La prima stesura del capitolo, generalmente, è scritta di getto, ma non riesco a fare a meno di rivederla più volte quindi spesso rimane poco della versione "originale". Cerco, però, di imbrigliare il tutto in un numero di capitoli e di pagine più o meno definiti per non rischiare di esondare sia dal punto di vista narrativo che formale. Non ho propriamente il dono della sintesi e i "paletti" aiutano a non esagerare.

Cosa provi quando finisci una storia? Se ti va, parlaci un po' di te e dei tuoi progetti.
Da una parte la soddisfazione di aver portato a termine qualcosa, dall'altra qualche dubbio rimane. I "revisori" in questo caso sono utilissimi, soprattutto per chi come me non ha un vero editor alle spalle, perché individuano punti deboli, refusi, incongruenze, lacune. Se poi la storia piace e si raccolgono i primi consensi, è una belle iniezione di fiducia!
Non sono particolarmente brava a fare progetti, a causa della mia fede incrollabile nella legge di Murphy, quindi non ne faccio. Diciamo che sono più portata per le aspirazioni:-) Quella a cui sono più affezionata? Quei tre bambini vederli stampati sulla carta. E poterli sfogliare.